L’intervento del Dirigente scolastico Rosario Suglia in occasione della visita del Ministro Valditara

Onorevole Signor Ministro,
Onorevole Latini

Gent.ma Direttore generale dell’USR Marche, dott.ssa D’amico

Autorità presenti,
Colleghe e Colleghi,
Studentesse e Studenti,

È per me un onore e provo una profonda emozione ad accogliervi oggi all’Istituto di Istruzione Superiore “Podesti – Calzecchi Onesti” di Ancona, una scuola che non è solo un luogo di formazione, ma un laboratorio vivo di crescita, inclusione e trasformazione.

La ringrazio infinitamente sig. Ministro perché con la sua visita ha abbattuto pregiudizi sociali e culturali che normalmente denigrano questa tipologia di scuole. Gli Istituti tecnici e Professionali sono spesso percepiti come una seconda scelta, ricettacolo di studenti che non vogliono studiare e poco raccomandabili. Noi, invece, lo viviamo come una scelta di valore. Perché qui si impara e si impara a fare, ma soprattutto si impara a essere.

Il nostro istituto tecnico-professionale incarna una missione educativa che va ben oltre la trasmissione di semplici saperi e competenze tecniche. Qui formiamo giovani che imparano a lavorare con le mani, con la mente e con il cuore. Offriamo percorsi che parlano di concretezza, di futuro, di dignità del lavoro. Ogni laboratorio, ogni officina, ogni aula è uno spazio in cui si costruisce identità, si coltiva talento e si restituisce fiducia.

I nostri docenti lavorano in classi eterogenee, con ragazzi meravigliosi ed eccellenti ma anche con studenti che spesso portano con sé storie complesse, fragilità, sogni incompiuti. I docenti si trovano a dover essere insegnanti, educatori, mediatori, psicologi. E lo fanno con una dedizione che commuove.

Ma è proprio in questa complessità che emerge la forza straordinaria del corpo docente. La capacità di vedere oltre il rendimento, di cogliere il potenziale nascosto, di accendere una scintilla anche dove sembra esserci solo buio. I nostri insegnanti non si arrendono. Credono nel cambiamento, nella possibilità, nell’unicità di ogni studente.

Ogni ragazzo che entra in questa scuola è una promessa. E noi lavoriamo ogni giorno per mantenerla viva. Non cerchiamo l’eccellenza standardizzata, ma quella personale. Il meglio di sé non è un voto, è un gesto, una scelta, un progresso. È quel momento in cui uno studente scopre di essere un valore, di poter contribuire, di poter costruire.

Signor Ministro,
La sua presenza oggi è per noi un segnale importante ed un grande stimolo a migliorare. È il riconoscimento di una scuola che non si limita a insegnare, ma che si prende cura. Che non si accontenta di formare lavoratori, ma che vuole formare cittadini consapevoli, responsabili, liberi.

La nostra scuola è una scuola di frontiera. E come tutte le frontiere, è un luogo di passaggio, di incontro, di trasformazione. È qui che si costruisce il futuro del Paese, un ragazzo alla volta.

Questo istituto ha aderito a tutte le iniziative che il ministero ha messo a disposizione per coltivare le eccellenze ma anche per recuperare gli studenti in difficoltà. Sono stati realizzati progetti con i PNRR, con il Piano Estate, con i POC. E Spero quest’anno di concretizzare un lavoro già avviato dalla dirigente che mi ha preceduto, la dott.ssa Saula Rosati che è qui tra noi e ringrazio sentitamente, aderendo alla filiera formativa tecnologico-professionale 4+2, per arricchire l’offerta formativa e offrire nuove opportune formative ai nostri studenti.

Grazie ancora sig. Ministro per essere qui.
Grazie per l’ascolto che ci dedica.
Grazie per credere, insieme a noi, che ogni studente meriti il meglio. E che la scuola possa – e debba – offrirglielo.